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di Domenico Consoli

L’occhio di Gesù buon pastore e l’occhio di Adamo.

Superata la Porta Santa il pellegrino che, a Loreto,  si accinge ad intraprendere il percorso giubilare,  trova uno stampato informativo che lo guiderà nel percorso all’interno della Basilica. Prima ancora di dispiegare lo stampato l’attenzione del devoto è catturata dal “logo” del giubileo,  opera del gesuita sloveno padre Rupnik, apprezzata, condivisa ed autorizzata da Papa Francesco.
Il giubileo “tematico” della Misericordia indetto da un Papa gesuita è “ pubblicizzato” da un talentuoso artista anch’egli gesuita. Coincidenze certamente casuali che danno luogo ad un indissolubile connubio tra la misericordia ineffabile di Dio e la percepibilità di essa attraverso  una icona.
Esaminando il “logo” torna alla mente il Crocifisso pettorale del Santo Padre e i mosaici di Pietrelcina. Un Crocefisso, quello del Papa, nel quale al posto di Cristo appare un pastore buono con sulla spalle  la pecora ritrovata. Un Mosaico, quello di Pietrelcina, nel quale un Cristo vivo abbraccia san Pio.
A PIETRELCINA Cristo, staccandosi da una classica croce nera simbolo della morte e del peccato, stringe a sé  San Pio stimmatizzato che sa dove volgere lo sguardo.
Nel LOGO  una croce nera, non più latina, cede il posto ad una croce decussata come il simbolo greco X di Χριστός. Fuoriuscendo da questa Croce, il Figlio di Dio regge sulle spalle un Adamo metafora dell’umanità smarrita che, per raggiungere la salvezza, deve guardare col proprio occhio (libero arbitrio) ma  anche identificare l’altro suo occhio con quello del Crocefisso che «misericordiando » gli dirige lo sguardo  verso la  vera VIA e che pare gli dica: « quella è la Via. Io sono la VIA. Seguila:  seguimi ».  
In slavo antico i SANTI venivano chiamati anche “simili” perché sono simili a Cristo ed ogni  Santo è simile all’altro e insieme lo sono a Cristo. Ciò chiarisce perché i volti di Cristo, San Pio e di Adamo  sono raffigurati, dallo slavo padre Rupnik, assolutamente somiglianti.
San PIO è però raffigurato con aureola, l’umanità, invece, deve ancora conquistarla.

 
Nel “ logo”  Il volto della misericordia, il Vultus Christi, è quello di un Dio già visto a Pietrelcina. Il Figlio è sempre  uguale ed aureolato di rosso e di oro colori del martirio e della regalità. Questo Gesù  nella grafica non abbraccia un Santo  col saio (simbolo della povertà) ma abbraccia e porta  l’Umanità in  tunica verde (colore del creato) che mesticata con l’ oro (simbolo della regalità) genera un  colore nuovo ed indefinibile come l’ineffabile Misericordia di Dio.
Corso Traiano Boccalini, 67 - 60025 Loreto Tel. 071 977748
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