1993-2018
25 anni
di presenza

Pro Loco "Felix Civitas Lauretana"

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Info Loreto > Da vedere

Dall'alto del colle detto "Prodo", Loreto domina l'Adriatico ed è un punto di riferimento della Regione Marche, a sud della provincia di Ancona, posta su un colle a 127 m. s.l.m.
La fama di Loreto parte e si sviluppa grazie alla presenza del Santuario Mariano che conserva all'interno l'insigne reliquia considerata dai fedeli la Casa di Maria.
Ciò che si presenta agli occhi del visitatore è una casupola formata da tre pareti provenienti, secondo la tradizione, dalla Terra Santa. Sempre secondo la pia tradizione la "Traslazione delle sacre pareti sarebbe stata trasportata dagli angeli.

Era la notte tra il nove e il dieci dicembre del 1294 e da qui ha inizio la storia della città di Loreto.

Attorno alla Sacra reliquia si svilupperà nel tempo una delle più belle Basiliche del Rinascimento italiano custodita da un complesso architettonico militare di pregevole fattura.



Baluardo della difesa è il camminamento di ronda, coperto e sospeso su beccatelli sporgenti aggettanti lungo tutto il perimetro del tempio.

Il progetto ha avuto diverse fasi: iniziato da Giuliano da Maiano  e poi rielaborato e portato a termine da Pietro Amorosi, su probabile ideazione di Baccio Pontelli.
Dal punto di vista estetico il camminamento di ronda corona la basilica con le sue innumerevoli finestrelle e la rende ancor bella e imponente.


L'iconografia, ispirata dalla pia tradizione della "Traslazione" è composta da una piccola casa, appoggiata sulle spalle degli angeli in volo, sulla quale la Vergine Maria, seduta,  porta in braccio Gesù bambino.
Da qui il passaggio a Patrona degli aviatori è breve. La Vergine Lauretana è venerata da tutti gli aviatori del mondo, compresi gli astronauti, che hanno voluto mostrare la loro devozione con degli ex voto attualmente conservati presso i camminamenti di ronda.


La poesia della Traslazione angelica ha lasciato campo, nel tempo, ad una spiegazione più razionale che consiste nel trasporto via mare da parte dei Crociati.

La Santa Casa non importa se sia arrivata via mare o per le azzurità del cielo, l'importante è la sua autenticità, ampiamente provata dai rilievi archeologigi fatti nel tempo.


Gli studi condotti sulle pietre della Santa Casa ne confermano l'origine palestinese. Infatti sono state lavorate seconda la tecnica usata dai Nabatei, popolo confinante con quello ebraico, e diffusa anche in Palestina.   

Su queste pietre sono stati ritrovati circa sessanta graffiti molto simili a quelli giudeo-cristiani del II - V secolo che si riscontrano in Terra Santa ed, in particolare, a Nazareth. Gli scavi archeologici effettuati sotto la Santa Casa hanno evidenziato che essa non ha fondamenta proprie e poggia su una pubblica via, confermando quanto narrato dal racconto del "miracoloso trasporto" .
I raffronti tecnici ed architettonici dimostrano che le tre pareti ben si rapportano con la grotta custodita a Nazareth.

Da subito la Santa Casa fu fatta oggetto di venerazione da parte degli abitanti dei territori circostanti, infatti risalgono ai primi del XIV secolo
le prime testimonianze di pellegrinaggi in devozione alla Sacra Reliquia.
I lavori per la realizzazione dell'attuale costruzione iniziarono nel 1469 per volere del vescovo di Recanati, Nicolò Delle Aste, il quale volle una chiesa “de novo” per la Vergine, che fosse splendida e imponente.
Inizialmente l’impostazione architettonica fu vicina allo stile tardo gotico di matrice veneziana attribuibile all’architetto Marino di Marco Cedrino.
Nel 1482 giunse a Loreto Giuliano da Maiano per il compimento e la fortificazione della chiesa. Essendo di formazione brunelleschiana, a lui si deve l’impianto rinascimentale del complesso. Ma si ipotizza anche l’intervento di un altro grande architetto quale fu Francesco di Giorgio Martini.
Contemporaneamente stava nascendo poco lontano da qui, sempre in terra marchigiana, il simbolo del rinascimento civile e laico: il Palazzo Ducale di Urbino. Non a caso molti artisti, fra pittori e architetti, frequentarono entrambi i luoghi.
Crescendo di importanza oltre alla chiesa fu necessario predisporre dei luoghi per provvedere all’accoglienza dei pellegrini, sia del popolo che rappresentanti della nobiltà o del clero, e in cui si potessero ospitare i religiosi che amministravano il Santuario. Fu così che fu ideata la costruzione del Palazzo Apostolico.
Anch’esso fu progettato come una struttura difensiva: si noti come la parte esterna si innalza come un alto muro inaccessibile, senza decorazioni o imbellettamenti vari, in contrasto con la parte che si affaccia sulla piazza che è finemente decorata in stile rinascimentale.
Papa Giulio II mandò a Loreto Donato Bramante per “disegnare cose magne”, fu lui l’ideatore dell’agorà: della piazza chiusa su cui si sarebbero affacciati la basilica e i tre bracci del Palazzo Apostolico. Il terzo braccio, quello meridionale, non fu mai portato a termine.
La cittadina nel tempo cresce e bisogna proteggere anche i residenti, così papa Leone X volle la costruzione di una poderosa cinta muraria (1518-1521).
Sisto V elevò Loreto al grado di città e diocesi, definendola “Felix Civitas Lauretana” (1586). E, per conferire maggiore prestigio alla città fece progettare un ampliamento del territorio cittadino, oltre le mura, con la cosiddetta “addizione” o “borgo sistino”. Purtroppo l’ambizioso progetto non fu portato a termine, ma oggi ne resta l’impronta nella zona di “Montereale”, cioè nella strada che conduce  verso Recanati (via F.lli Brancondi).

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